Questa affermazione ricordo che mi fece provare un’emozione enorme, quando la sentii durante la mia prima lezione di psicoterapia dell’età evolutiva, da un grande maestro.

Da quel giorno è diventata un mantra per me.

Come madre innanzitutto.

“I figli sono statue viventi che si modellano, un giorno dopo l’altro, in base ai pensieri che i genitori fanno su di loro”.

(Furio Lambruschi).

Lavorando sul campo questa cosa l’ho vista accadere un’infinità di volte.
Se ho fiducia in mio figlio, lui avrà fiducia nelle proprie capacità.
Se ho fiducia nella vita, anche mio figlio sentirà che il mondo è un posto bello.
Se penso che, davanti ad una difficoltà, mio figlio saprà costruirsi le risorse per affrontarla, lui le cercherà dentro di sé, anche nel buio più totale, fino a trovarle.

I figli si specchiano nei nostri pensieri su di loro, e nelle emozioni che sentiamo per loro.
E  questi pensieri, queste emozioni, non passano attraverso le parole, ma passano attraverso sguardi, toni, scelte.
Su tutto questo materiale, loro costruiscono la propria personalità.

Quindi, iniziamo a diventare consapevoli dei pensieri che facciamo su di loro. Di come li vediamo nelle nostre menti.

Partiamo da prima che nascano, e continuiamo a lavorarci.
La consapevolezza, è l’unica strada.

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