In particolari momenti della vita, molti sentono il bisogno, il desiderio o anche solo la semplice curiosità di parlare con uno psicologo. Ad alcuni può sembrare un’idea strana, com’è possibile ad esempio trovare una via d’uscita dall’ansia che ci portiamo dietro da una vita, oppure il nostro disagio nell’aprirci con chi abbiamo vicino nelle relazioni anche importanti, semplicemente parlando con una persona che neppure conosciamo, un estraneo, che non sa nulla di noi?

Spesso accade che i momenti difficili si superano semplicemente lasciando passare un po’ di tempo, lasciandoci andare all’amore e alla comprensione di chi ci sta vicino, parlandone con i nostri amici; quando accade che sentiamo una difficoltà resistere nonostante i nostri tentativi e il nostro desiderio di superarla, quando tutte le risorse che abbiamo non bastano per farci raggiungere il livello di benessere che desideriamo nella nostra vita, allora questo può essere il momento per scegliere di metterci in contatto con uno psicologo.

Lo psicologo è una persona che, oltre ad avere una conoscenza specifica delle principali modalità in cui il malessere si manifesta nella vita delle persone, e delle vie più efficaci per ricercare un livello di benessere diverso attraverso il cambiamento, si offre ad un ascolto totale, completamente privo di giudizi o pregiudizi; le sue orecchie, i suoi occhi e il suo cuore sono uno strumento attraverso il quale sentire, vedere e comprendere ciò che accade dentro di noi nei momenti in cui ci sentiamo in difficoltà.

Cosa succede?

Il cambiamento passa attraverso la comunicazione all’interno di una relazione tra due persone alla pari, infatti lo psicologo cognitivo-costruttivista non dà troppi consigli e non dice alle persone che cosa devono fare, avrebbe poco senso: posso dirti ciò che farei io se mi trovassi nella situazione che mi racconti, ma non ciò che dovresti fare tu, dentro di noi ci sono due mondi completamente diversi, come posso avere la certezza che ciò che farebbe stare bene me, avrebbe lo stesso effetto su di te, che senti, vedi e vivi il mondo in modo unico e sicuramente diverso dal mio? Lo psicologo porta la sua professionalità, ovvero il suo bagaglio di conoscenze e di esperienza, ma chi si rivolge allo psicologo porta il suo mondo, i colori con cui vede le cose , come le sente, i suoi pensieri, e questo rappresenta il 50% del contributo ad una terapia, ovvero moltissimo.

Per anni si è diffusa l’idea che un percorso psicologico debba durare molto tempo, in realtà bastano talvolta anche alcuni mesi per raggiungere gli obiettivi che ci si è posti all’inizio del cammino, e chi si rivolge allo psicologo ha la facoltà, qualora senta che il livello di benessere raggiunto lo soddisfa, di proporre di terminare il percorso.

Come Funziona?

In un percorso di terapia si inizia decidendo di comune accordo degli obiettivi che ci si propone di raggiungere, in base ai desideri di chi arriva e alle conoscenze professionali dello psicologo sulle modalità in cui il cambiamento ci si aspetta che si manifesti. Il percorso è un’esplorazione che si fa insieme, delle proprie emozioni, sensazioni, pensieri, delle situazioni in cui il malessere si fa sentire; i ritmi sono gestiti dal paziente, gli obiettivi possono modificarsi lungo la strada, man mano che la consapevolezza di sé cresce.

Ci si può rivolgere allo psicologo sia nel caso in cui ci siano episodi di malessere più acuto, che si manifestano attraverso sintomi, sia nel caso in cui non ci siano sintomi particolari, ma semplicemente non si è soddisfatti della qualità della propria vita, si vorrebbe cambiare qualcosa ma non si sa da dove partire, ci si sente in un vicolo cieco, si ha bisogno di guardarsi dentro per comprendere meglio cosa succede.

E’ importante ricordare che qualsiasi sofferenza assume un sapore diverso se si prova, anche solo per alcuni momenti, a restarci dentro in due.